Prendendo in esame 48 pazienti ricoverati in ospedale per problemi cardiaci, gli studiosi dell'Università di Harvard (Usa) hanno stabilito che le sostanze chimiche nell'aria derivanti da combustibili fossili (petrolio e carbone) danneggiano la funzionalità del cuore, mettendo in corto circuito gli impulsi elettrici alla base del suo funzionamento.
Le persone più a rischio sono quelle che stanno più a lungo nel traffico, come i vigili urbani.
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