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lunedì 15 dicembre 2008

Manifestazione del 12-12-2008: considerazioni dell'ex segretario regionale siciliano della cgil, Pietro Ancona

Pietro Ancona, ha detto:

Considerazioni sulle manifestazioni di oggi.

Lo sciopero di oggi, proclamato dalla sola CGIL e massicciamente partecipato dal sindacalismo di base (discriminato dai massmedia che lo hanno ignorato anche quando il suo apporto era significativo, addirittura eclatante nei cortei), è stato indubbiamente un successo.
Vi hanno partecipato anche moltissimi studenti, ragazzi dei centri-sociali, la galassia delle associazioni e dei partiti della sinistra a cominciare da Rifondazione. Ho partecipato al corteo di Palermo da piazza Croci luogo storico di raduno dei metalmeccanici. Vi erano i lavoratori dei cantieri navali ma anche una numerosa presenza dei cobas specialmente della scuola e dei servizi. Insomma la presenza del sindacalismo autonomo era davvero importante e si notava anche per le parole d'ordine dei cartelli molto nette: più salario, più lavoro, no al precariato........
Penso che la CGIL debba fare una riflessione sulla forza dei Cobas. Auspico che stabilisca rapporti sempre più intensi e non soltanto nel movimento ma anche nella definizione delle strategie. E' innaturale che Epifani frequenti la Polverini espressione di un sindacato non solo di destra ma del tutto allineato con il Governo e la Confindustria. Nei cortei di oggi i lavoratori cobas e cgil si sono mescolati insieme. Erano la stessa cosa. Hanno chiesto e chiedono una profonda svolta nei rapporti produttivi oggi dominati dalla tensione, dalle minacce padronali, dallo sfruttamento sempre più sfacciato che produce infortuni e disagio. La vita nei posti di lavoro è diventata un inferno per i lavoratori preda di un padronato che ogni giorno che passa si sente sempre più forte ed onnipotente. La CGIL insiste per avere un riconoscimento del governo, per essere ammessa alla cabina di regia della crisi che si annunzia spaventosa. Non condivido molto le apocalittiche previsioni che Epifani ripete in questi giorni sull'economia italiana. Non c'è dubbio che la crisi c'è, ma c'è anche un uso strumentale di essa che potrebbe preludere ad una deresponsabilizzazione del capitale dai suoi obblighi sociali. Chiudere le aziende e darsi ad altre attività magari finanziarie. Ignorare la Costituzione che parla di funzione sociale della azienda. Per questo sarebbe opportuno proporre una forte penalizzazione per tutte le trasformazioni delle attività industriali in attività finanziarie o altro. Se ad un gruppo conviene dismettere gli stabilimenti, ristrutturare le aree per farne immobili da abitare o altro, ebbene questo non dovrebbe essere agevolato anzi dovrebbe essere ostacolato, mentre si dovrebbero premiare gli investimenti produttivi. Se il capitale politico che i lavoratori italiani hanno messo in mano alla CGIL sarà ben usato darà risultati buoni anche se non immediati. Non credo che una ricucitura con Cisl Uil un ritorno al tavolo delle trattative potranno portare niente di buono. I giochi sono in gran parte fatti e ciò che la Confindustria ed il Governo non ottengono al tavolo del negoziato se lo prendono in Parlamento dove hanno una agguerrita e competente squadra di esperti che demoliscono giorno dopo giorno, norma dopo norma, il diritto del lavoro. Basti vedere la 133 e varie altre norme revocatorie per i lavoratori inseriti qui e li anche in testi legislativi i più diversi magari con la complicità di parlamentari del PD.
Lo sciopero ha espresso contenuti nettamente migliori di quelli proposti dalla CGIL col documento sulla crisi. Lo sciopero ha mostrato una unità sostanziale di volontà tra lavoratori cgil e lavoratori cobas e delle rappresentanze di base.
Ma il ritorno della CGIL al tavolo del negoziato sarà una caporetto. Il Governo Berlusconi e gli altri inveleniti dall'enorme successo delle manifestazioni di oggi, costringeranno la CGIL ad accettare una insignificante "riduzione del danno" del genere di quella Alitalia. Cioè Canossa, una resa incondizionata. Per questo sconsiglio la CGIL a spendere sul tavolo del negoziato il capitale di oggi e di insistere nella deistituzionalizzazione della sua opera, nel recupero di autonomia, soffrire insieme ai lavoratori piuttosto che accollarsi assieme a CISL, UIL e UGL, il ruolo di guardiani del regime e di organismi subalterni alla confindustria.
Meglio nessuna trattativa e tornare alle rivendicazioni davvero necessarie: aumento dei salari senza detassazione, indicizzazione dei salari, abrogazione legge Biagi, abolizione delle due ultime riforme delle pensioni, no alle privatizzazioni.
Pietro Ancona

sabato 29 novembre 2008

Evviva la coerenza.

Evviva la coerenza.
Mi sconvolge come questa virtù sia quanto mai sconosciuta o ignorata dalla maggior parte delle persone. La coerenza è uno stile di vita, è un comportamento che si sposa con la dignità e con l’etica, è lo specchio di quello che siamo e ci caratterizza agli occhi di chi ci guarda.
La coerenza è sicuramente una virtù che non alloggia nella maggior parte degli uomini politici che vivono giornalmente di compromessi e di povertà di valori. Lo stesso possiamo dire dell’ambiente sindacale nel quale ritroviamo casi eclatanti di una carenza spaventosa di questa virtù.
Mi ero occupato dell’argomento in passato e precisamente il 24/10/2007 quando in una e-mail dicevo: …….. così come succede nel mondo del calcio esiste un Sindacatomercato. La similitudine è alquanto impressionante. La FISI Federazione Italiana Sindacati Italiani ha diramato le date dei mercati . E' proprio come nelle migliori squadre si susseguono i vari fuoriclasse che vengono contesi dalle varie società. Infatti è ormai consolidato il fatto che non esistono più campioni che manifestano attaccamento alla maglia. Lo vediamo anche ai nostri giorni, quando nostro figlio fà la raccolta delle figurine panini. Ci sono delle figurine con le sole maglie delle varie squadre, destinate a quei giocatori che nel mercato di riparazione di Gennaio possono cambiare team. Ebbene anche nel mondo sindacale assistiamo ad una vera e propria campagna acquisti. Vedrete quando si renderanno pubbliche le candidature (ci si riferiva alle liste per le imminenti elezioni per il rinnovo della R.S.U. al Comune di Palermo) nelle varie liste, personaggi che prima erano in un sindacato e poi li trovi in un altro (magari lo stesso ne parlava male sino a ieri). Oppure ancora peggio tu voti un collega in un sindacato e domani te lo ritrovi in un altro sindacato da te detestato…….
Oggi osserviamo un grande esodo di sindacalisti da un sindacato all’altro. Ma questo perché avviene? Se avete un po’ di pazienza ve lo spiego. Ci sono due tipi di sindacato il sindacato per missione ed il sindacato per mestiere. Il primo è quasi sparito ( dico quasi perché ancora, senza paura di essere smentito, nei COBAS viene praticato), mentre il secondo prolifera a meraviglia perché alimentato da individui (e ce ne sono moltissimi) che vedono nelle organizzazioni sindacali un valido metodo per avere tutele, potere, interessi personali e possibilità di non far nulla. Ma questi privilegi si possono avere in tutti i sindacati? NOOO, solo in quelli che sono rappresentativi, solo quelli hanno il potere di nominare a proprio piacere responsabili, dirigenti, segretari, delegati, presidenti e via discorrendo. Ecco che nelle fila di questi sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Dicaap, Csa e altri, che non ricordo o non conosco, si affollano di sindacalisti che si fregiano di difendere i lavoratori. Sicuramente in questi sindacati ci saranno persone corrette che sentono la missione, ma purtroppo io, nel mio ambiente, ne conosco pochissimi per non dire nessuno. La mia piccolissima esperienza nel mondo sindacale potrebbe essere distorta da una parziale conoscenza dell’ambiente, ma per quel poco che ho potuto vedere e sentire mi conferma quanto detto. Quindi nel caso in cui un sindacato perdesse la rappresentatività cosa succede? Niente perché coloro che fanno parte o che addirittura sono i leaders di questi continueranno a credere nei valori e nel progetto del proprio sindacato. Balle faraoniche. Sapete cosa fanno? Abbandonano la nave. Avete capito bene, siccome perdendo la rappresentatività non potranno più continuare a godere dei privilegi e delle tutele sindacali transitano in un sindacato confederale portandosi dietro gli iscritti in modo da poter contrattare una carica all’interno del nuovo sindacato. Ma cosa importa degli ideali, del progetto, degli iscritti, di tutti coloro che hanno creduto nella persona, niente è più importante degli interessi personali. Come si può passare da una parte all’altra, confluire in una organizzazione che sino al giorno prima abbiamo condannato per i comportamenti scorretti, per le strategie anti-lavoratori e filo-amministrative, come si può calpestare la propria dignità cercando di giustificare la propria azione, mentre tutti sanno le vere motivazioni? A questi soggetti non importa nulla di quello che i propri colleghi di lavoro possano pensare di loro, a loro importa solo aver sistemato una propria posizione critica. La cosa che mi rattrista è che questi riescono a gestire gli esseri umani come greggi di pecore. Si contrattano le tessere per avere un incarico nel nuovo sindacato. Vergogna a chi si macchia di questa azione e vergogna a chi concede gli incarichi in base alle iscrizioni transitate. Loro sono il marcio e lo siamo anche noi quando non facciamo nulla per mandarli ‘affanculo. Se ognuno degli iscritti che si vedono proposta la transizione ad un altro sindacato riuscissero ad affermare la propria individualità opponendosi, vorrei vedere cosa contratterebbero questi signori “un bel fico secco”.
Purtroppo dobbiamo ancora imparare ad avere coraggio, il coraggio delle proprie idee, il coraggio di esprimere il proprio giudizio critico , il coraggio di rinunciare ai privilegi provenienti dagli inciuci, il coraggio di pretendere il rispetto delle regole, il coraggio di guardare i propri figli negli occhi e dire – io cercherò di cambiarti l’attuale schifoso mondo per non obbligarti domani a dover sottostare alle lobby di potere, il coraggio di essere liberi.
Evviva la coerenza.
CiccioSpena (RSU COBAS Pubblico Impiego Palermo)

venerdì 10 ottobre 2008

Juventus vs Milan, Guelfi vs Ghibellini, a Palermo Triplice vs Cobas

Questo articolo è stato pubblicato quando eravamo all'interno dei Cobas P.I.

Ragazzi, siamo diventati, addirittura, meritevoli di una particolare citazione in una lettera ufficiale dei sindacati rappresentativi CGIL, CISL e UIL, indirizzata al Direttore Generale, al Comandante la P.M., al Sig. Sindaco di Palermo e, financo, a S.E. il Prefetto.


Che onore, per noi piccoli piccoli e non rappresentativi, essere citati, dai professori, nelle loro note ufficiali.
E hanno fatto bene a precisare che i Cobas ai sensi del D.Lgs. 165/2001 non sono rappresentativi e a chiedere una rettifica alla nota sopra citata, perché va sempre fatto quello che è giusto fare per i lavoratori, fosse per un senso di giustizia, la legge è legge.
A parte le battute, mi sembra che questo sia l'unico modo di rispondere a dei sindacati che tengono più alla forma che alla sostanza, e quando si finisce per attenzionare troppo la forma succede che ci si preoccupa di difendere la titolarità della rappresentatività fino a perdere i profili di concretezza dei risultati.
Come se fossero gli unici ad essere legittimati a difendere i lavoratori.
Vero è che sono legittimati a firmare nelle contrattazioni, ma questo non è un titolo di cui fregiarsi per andare contro gli interessi di coloro che dovrebbero rappresentare.
Le valutazioni le fa la base dei lavoratori attraverso l'indicatore naturale dei risultati ottenuti.
E mi pare che, con questi sindacalisti, non è che negli ultimi anni ci siano stati dei risultati tali che possano fregiarsi di essere titolati a rappresentare i lavoratori...
Se siamo a questo punto, principalmente, è colpa loro!
E' chiaramente colpa loro.
Se i lavoratori con i Cobas o con altri sindacati non rappresentativi (secondo loro), oggi, li contestano è perché non sono più credibili.
Ed in questo la colpa è solamente loro.
Non ci hanno mai informati correttamente, non ci hanno mai detto le cose com'erano ma ci hanno fatto apparire le cose come loro volevano.
Averci citati nella lettera è una perdita di tempo ed uno spreco di inchiostro, tanto non siamo rappresentativi (termine poco corretto in quanto siamo rappresentativi come RSU Cobas e rappresentiamo una grossa fetta di lavoratori del Corpo di Polizia Municipale).
Noi lo sappiamo benissimo, lo sanno bene i nostri iscritti, lo sanno bene tutti coloro che vengono nelle assemblee e lo sanno bene tutti i destinatari della lettera, che non possiamo firmare i contratti.
Probabilmente a volte hanno bisogno di ricordarselo loro, visto che fanno queste precisazioni.
A scanso di equivoci lo dichiariamo ufficialmente sul blog:
non siamo firmatari di contratto, non siamo preoccupati e nemmeno afflitti.


Noi siamo dei non-sindacalisti di professione che si sono stancati di essere presi per il culo, e abbiamo deciso di partecipare a questa scuola di "prestigiridirigiritazione" per svelare i trucchi del grande stregone.
Cosa ci volete fare: ci divertiamo così!
A questo punto bisognerebbe porgli una domanda legittima: se ci reputano non rappresentativi, e se non contiamo e non passiamo, perché questa necessità di puntualizzare il fastidio nel vederci convocati?
Mah....? Forse perché anche limitandoci solamente ad informare i colleghi gli diamo veramente fastidio.
Quello che noi vogliamo è solamente esprimere le nostre opinioni ed agire su quello che riteniamo giusto ottenere per il bene di tutti.
Per noi tutto è più complicato, proprio, perché non siamo rappresentativi e su tutto dobbiamo impegnarci con grandi sforzi.
Abbiamo un sogno nella nostra mente e lo vogliamo realizzare.
Per realizzare questo sogno non necessità essere un sindacato rappresentativo, basta volerlo.
Siamo fermamente convinti che occorre attraverso la comunicazione e la trasparenza creare una cultura di valori che ci consenta di essere delle persone rispettate come tali, vive e attive, che possano essere artefici del proprio destino.
E tra i tanti obiettivi in linea con le nostre finalità occupa un posto prioritario quello di evidenziare le coscienze sporche.
Ma con questo non vogliamo dire di essere al di sopra di tutti come delle persone perfette.
Noi sbagliamo come sbagliano tutti.
Quello che noi vogliamo è, semplicemente, un ambiente di lavoro migliore.
E siamo convinti che il nostro progetto sia il bene di tutti e che sia giusto agire così.
Nell'assemblea di mercoledì 8 ottobre abbiamo intrapreso un modo nuovo di informare e documentare con i fatti.
Se noi facciamo questo principalmente è perché lo riteniamo giusto. I nostri futuri programmi vanno in questa direzione, e sicuramente proseguiremo su questa strada
Il blog è un esempio di vetrina/contenitore attraverso cui possiamo informare tutti su ciò che accade nel nostro ambente di lavoro assumendoci la responsabilità di tutto quello che mostriamo. In assemblea i presenti hanno chiesto ai Cobas di essere promotori di una unità sindacale, ed è per questo che lo chiediamo a sindacati rappresentativi:


Tutti in Assemblea in Piazza Pretoria, Martedì 14 Ottobre 2008 alle ore 10.00, per difendere il nostro stipendio ed il nostro futuro.